Ambiente, territorio e infrastrutture


Pubblicato 8 mesi fa alle 11:00. Commenta

Uno dei settori fondamentale per lo sviluppo della futura Pietrasanta è il territorio in tutte le sue peculiarità. Partendo dalle case dove vivere, agli edifici pubblici dove lavorare e studiare, alle infrastrutture utili per lo sviluppo del settore commerciale e turistico, alle strade e all’arredo urbano.

EDILIZIA
Riguardo all’edilizia privata è giunto il momento di privilegiare la valorizzazione del patrimonio esistente e ridurre ogni eccesso costruttivo che sprechi nuovo territorio o lo alteri significativamente. Non si tratta di intervenire con divieti aprioristici o ideologici sulle nuove costruzioni. Piuttosto, partendo da un’analisi di quanto costruito soprattutto negli ultimi 10 anni, proponiamo di realizzare una mappa critica con l’obiettivo di salvaguardare identità e attrattiva del nostro territorio. Due espressioni concrete, nonostante le apparenze, e legate fra loro: l’identità del territorio è uno dei potenti fattori di attrazione in ambito di turismo, di valorizzazione economica, di offerta e di stile di vita. Al contrario dello sfruttamento indiscriminato, che dà vantaggio ad alcuni ed é di corto respiro, mantenere e sviluppare la capacità di attrazione di un territorio ha infatti una valenza economica di lungo termine ed é per tutti. Questo significa conformarsi ad un principio della coalizione (n2) “nessuno escluso”.
Valorizzare il patrimonio esistente, inoltre, va favorito tramite politiche di incentivazione su interventi di adeguamento, miglioramento e decoro delle singole proprietà. Nessuna ricetta preconfezionata, le soluzioni dovranno scaturire dalle analisi delle situazioni nel centro storico, nella città allargata, nelle frazioni con il concorso di residenti. Anche qui in omaggio allo stesso principio di “inclusione” e facendo attenzione alle diversificate “realtà delle frazioni”.
Un discorso a parte è invece da sviluppare per l’edilizia popolare, ove il focus va concentrato da una parte sulla pressione dei giovani e delle giovani coppie e dall’altra sul sostegno a chi è in condizioni di bisogno.

ALCUNE OPERE E INFRASTRUTTURE INNOVATIVE
Palacongressi, grandi palestre, piscine, opere sportive e turistiche di grande capienza. Se ne sente parlare spesso, sono spesso temi di propaganda. In concreto invece sono opere che andrebbero pensate baricentriche in ambito comprensoriale, in modo da ripartire costi di costruzione e di gestione e contemporaneamente garantirne la più ampia fruizione con evidenti ricadute economiche su molti settori. Attraverso accordi con comuni limitrofi si possono fare strutture importanti, capaci di incrementare il valore e la durata dell’offerta turistica oltre l’estate. Siamo ancora nell’ambito del principio “inclusivo” e “sinergico“ oltre che del principio (n6) della “comprensorialità”. Non ha senso continuare a parlare, o addirittura veder realizzare, in Versilia, idee faraoniche e improduttive, concepite da ogni Comune per proprio conto. Magari solo per metterci una firma sopra.
Sempre comprensoriale è la proposta di collegare, uniformare, completare e rendere sicure le ciclopiste del nostro territorio. Non mancano gli esempi di carenze e tratti o passaggi pericolosi negli attuali percorsi, nati più per successive addizioni e iniziative separate che non dietro una visione complessiva. Il progetto è di realizzare e collegare una grande rete completa e sicura, ben separata dalle carreggiate stradali, con propria cartellonistica, con riduzione al minimo di incroci e addirittura con priorità negli attraversamenti stessi. E che si estenda in tutti i comuni della zona. Non mancano esempi di realizzazioni intelligenti e profittevoli in altri paesi o regioni d’Italia. Anche in questo caso l’iniziativa, in linea con il principio (n3)delle “buone pratiche”, è in grado di creare “valore aggiunto” per l’attrattiva turistica e per i residenti abituali, nonché di rispondere ad esigenze di “sicurezza”.
Oltre alla possibilità di creare percorsi esclusivamente ciclabili pare giunto il momento di dare attenzione al territorio e ai lati meno conosciuti. La creazione di sentieri camminabili nella natura, dalla collina al mare, renderebbe il nostro comune uno dei gioielli della Versilia. Gli ingredienti ci sono tutti: pensiamo alle vecchie mulattiere che scendono lungo gli uliveti da Capriglia e Capezzano Monte, o agli argini semi-abbandonati del torrente Baccatoio, al fosso Motrone nella sua parte terminale, o ancora alla zona del lago di porta a Montiscendi (oasi LIPU e WWF).
Oltre a creare nuove attrattive per quello che in tutto il mondo viene definito “turismo dolce e sostenibile” si realizzerebbero opere di valore per l’intera comunità di Pietrasanta. Sentieri e luoghi dove poter trascorrere il tempo libero, in tutte le stagioni, visto il clima molto favorevole di cui godiamo per gran parte dell’anno.
Per quanto riguarda la viabilità dovranno essere messi in progetto studi ed alternative concrete al traffico eccessivo della via Sarzanese e della Via Aurelia, in particolar modo per la zona di Focette, nei pressi dell’ospedale Unico della Versilia. Altro nodo da risolvere in tempi brevi quello del traffico di mezzi pesanti dalla via provinciale Vallecchia, anche nei dintorni del centro storico. Dovrà essere concretizzato il progetto di una nuova via Pisanica, larga e scorrevole, che possa convogliare il traffico nella direttrice mare – monti dall’autostrada fino al sottopassaggio di Pontestrada, e da lì elaborare nuove soluzioni fino alla provinciale Vallecchia.

RACCOLTA RIFIUTI
Per una buona valorizzazione del territorio l’ambiente è strategico: un ciclo dei rifiuti rispettoso della natura e dell’uomo conviene a tutti, specialmente alle generazioni future che abiteranno la nostra città.
E’ un tema fin’ora affrontato in modo poco chiaro ed estemporaneo nel nostro Comune. La raccolta differenziata dei rifiuti, esplicitamente avversata fino a poco tempo fa dall’amministrazione di centro-destra, non è uniforme nelle varie zone e frazioni. Inoltre per molte persone, anziani, abitanti in piccoli appartamenti, residenti in zone periferiche, la gestione dei diversi contenitori e delle diverse modalità di conferimento è oscura e complicata. Perché la differenziata sia efficace occorre che vi sia cooperazione della gente, quindi la proposta è di “informare” ed “educare” molto di più i cittadini sulla raccolta differenziata, ascoltando anche i loro problemi e ricercandone le soluzioni. Come parte di questo progetto, l’informazione/educazione non si ferma ai cittadini ma va estesa anche nelle scuole cittadine.
Vi sono anche altri elementi di scarsa chiarezza. Per esempio cosa accade ai rifiuti, a chi vengono conferiti, dove vanno, è vero quanto si vocifera che tutti i rifiuti, o grande parte di essi, vengono poi smaltiti alla stessa maniera in barba alle modalità di raccolta? Non sono domande maligne rivolte a chicchessia, sono le domande cui una nuova amministrazione deve dare risposte per il principio (n1) di “trasparenza”. Questo servizio è molto oneroso per i cittadini di Pietrasanta, essi devono sapere se i soldi che sono costretti a sborsare e le difficoltà che devono affrontare sono giusti o no in tutta la filiera, in tutte le zone. Devfono sapere se possono essere ridotti e se producono benefici o no.
Infine l’ente gestore della raccolta, l’ERSU. E’ un ente posseduto con quote diverse da vari comuni, cioè sempre dai cittadini. Informazioni preoccupanti ai cittadini circa la conduzione e lo stato economico giungono quasi esclusivamente dalla stampa: l’Ersu ha un grande programma di assunzioni di personale; l’Ersu ha una grave situazione deficitaria di bilancio da ripianare con interventi straordinari dei soci; la maggior parte del buco di bilancio dell’ERSU è dovuta al debito del Comune di Pietrasanta; il Comune di Pietrasanta invece non lo ammette. Informazioni quantomeno contraddittorie e di seconda mano. Noi proponiamo un modo di gestire opposto, perché sono in ballo i soldi di tutti i cittadini e anche qui si impone la massima “trasparenza”, non la fumisteria e le protezioni incrociate della politica delle poltrone. Per noi i bilanci dell’ERSU, così come quelli di tutti gli enti partecipati, devono avere lo stesso rilievo pubblico e lo stesso grado di informazione dettagliato dei bilanci comunali. Questo intendiamo con il principio (n7) “controllo pubblico ed efficienza dei servizi”

TERMOVALORIZZATORE
Un capitolo a parte merita il termovalorizzatore del Pollino. Anche qui ci sono problemi di scarsa se non opaca informazione che alimentano, comprensibilmente, gravi timori e sospetti. La prima iniziativa importante, anche alla luce delle polemiche più recenti e delle indagini della magistratura, è di imporre un sistema di controlli affidabili e credibili. Non può essere solo il gestore che si auto-controlla, né una agenzia che non sia sotto il diretto controllo dei cittadini. Proponiamo che il Comune diventi garante dei controlli, o attraverso una agenzia certificata sotto il proprio controllo o stabilendo chiari protocolli e propri interventi presso le agenzie preposte. Proponiamo anche che il Comune si faccia parte civile presso la magistratura in tutti i casi di omissione, inadempienza o danno. Anche questo è ciò che si intende col principio (n7) “controllo pubblico ed efficienza dei servizi”.
C’è poi la necessità di dare risposta ad esigenze di conoscenza. I dati delle emissioni del termovalorizzatore devono essere resi pubblici e visibili in tempo reale tramite pannelli rivelatori dislocati in più zone strategiche del territorio. La durata e le clausole del contratto Daviddi devono essere diffusamente conosciute, affinché sia impedito di continuare a giocare dietro la cortina delle non responsabilità, delle impossibilità, dei costi incomprimibili e comunque sempre crescenti. Anche queste iniziative ricadono sotto il principio (n1) della “trasparenza”.
Riguardo all’esistenza stessa del termovalorizzatore va impostata una doppia strategia basata su dati certi e un’ottica di medio/lungo periodo: a) finché il Termovalorizzatore è in esercizio focus su sicurezza, trasparenza, responsabilità e garanzie del Comune, o dei Comuni; b) per il dopo va elaborata per tempo una politica alternativa di gestione dei rifiuti nel territorio fondata sulle più avanzate esperienze di riduzione, raccolta e smaltimento sia in Italia che all’estero. In linea con il principio (n3) delle “buone pratiche” e verosimilmente del (n6) “comprensorialità”.

ENERGIE RINNOVABILI
Un tema di crescente criticità a livello planetario è quello dei consumi di energia da fonti non rinnovabili, inquinanti e sempre più costose. A livello locale non sono disponibili soluzioni generali, ma si possono favorire e mettere in atto incentivazioni e comportamenti consapevoli e virtuosi. Il primo a dare l’esempio deve essere il Comune, attraverso lo sviluppo di un piano per la sostituzione delle fonti di energia nei propri edifici più importanti. Al contempo vanno proposte e messe in atto idonee politiche di incentivazione per l’uso di energie rinnovabili e/o misure di contenimento energetico negli interventi edilizi da parte dei cittadini residenti. Anche qui le soluzioni dovranno scaturire da analisi e progetti finalizzati anche recependo le migliori iniziative messe in atto in altri paesi o regioni d’Italia (Principio (n3) delle “buone pratiche”).

SVILUPPO DELLA CITTA’ VIVIBILE
Sviluppo di parcheggi intorno al centro storico per estendere, valorizzare e meglio fruire l’area pedonale della città:
1)ampliamento del parcheggio della pesa (Piazza Tommasi) tramite sopraelevamento sfruttando l’attuale piano già più basso del livello della strada e costruendo un livello superiore con l’utilizzo di materiali che si possano integrare facilmente nel contesto;
2)accordo con le FF.SS. per un ampliamento del parcheggio al terminal bus sul lato ovest (verso il viale Apua e la SIRC) e sul lato nord, al di sopra dei binari utilizzati dalle ferrovie nell’area compresa fra il marciapiede e via Caduti nei lager nazisti;
3)parcheggio all’ex USL di via Garibaldi: acquisizione del terreno privato e definizione con l’attuale proprietà di un cambio di destinazione d’uso per l’immobile in cui sorgeva la mutua;
4)parcheggio COOP: migliore utilizzo ed integrazione con il centro storico attraverso la creazione di un sottoattraversamento ferroviario pedonale e ciclistico in via Crocialetto, anche per consentire di giungere facilmente in centro agli abitanti delle zone residenziali limitrofe;
5)Piazza dello Statuto: riduzione dello spazio asfaltato riservato alla sosta delle auto, in modo da consentire la sosta nell’area ai soli residenti, e creazione nella restante parte della piazza di una zona verde pubblico attrezzata con giardino, nuovi alberi, lampioni, panchine e giochi per bambini in modo da far rivivere il vecchio “Prato” di Pietrasanta.

Valorizzazione della stazione ferroviaria attraverso opere di manutenzione straordinaria (valutare la possibilità di acquisire l’immobile dalle FF.SS.. Creazione al suo interno di servizi al cittadino e al turista, come un efficiente servizio informazioni, prenotazioni e biglietteria aperto tutto l’anno. Manutenzione straordinaria e maggiore cura di tutta l’area di sosta del terminal bus.




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