“Facciamo posto ai giovani” – L’intervista al Tirreno
Le primarie in terra di Pietrasanta le vive come un successo personale: “E’ stato il sottoscritto, alla pari del comitato elettorale che mi segue e mi sostiene in questa esperienza, a volerle. Altri, com’è noto, erano contrari. Fosse stato per noi oggi la coalizione di centrosinistra avrebbe già il suo candidato a sindaco. E invece dobbiamo aspettare”.
Luca Mori, 38 anni, un passato nella Margherita, un presente come consigliere comunale PD – mozione Franceschini – e un domani prossimo che vivrà il suo primo epilogo il 22 novembre con le Primarie, è raggiante: “Non so come andrà a finire, ma vivo un bel momento: c’è tanta partecipazione, molti giovani coinvolti.
All’inaugurazione del mio comitato elettorale – in via Mazzini, fra gigantografie di foto, sito lucamori.it, gadgets – c’erano domenica scorsa 250 persone. Qualcosa di inimmaginabile. C’è voglia di cambiare. La mia candidatura risponde alle sollecitazioni, in tal senso, di molte persone, molti amici, e non certo, come insinua qualcuno, per mero arrivismo personale”.
Perchè un elettore dovrebbe votare Mori il 22 novembre?
“Da otto anni vedo la solita gente e sento gli stessi discorsi: facciamo posto ai giovani, ma poi così non è. Solite facce, solite poltrone da dividersi. A Pietrasanta, politicamente, nasco nel 2002: non c’ero quindi prima del 2000, quando con una politica fallimentare il centrosinistra ed i suoi referenti consegnarono la città a Mallegni”.
Da eventuale candidato, come si rapporterà con la coalizione chiamata a sostenerla?
“Il giorno dopo avere vinto, spero, le primarie, mi confronterò con tutti gli alleati, per una condivisione del progetto. Non perderemo tempo dietro a nomine o spartizioni di poltrone: alla gente, a tutta la gente, parleremo di programma”.
E a proposito di programma: quello di massima già esiste, cosa porterà di suo?
“Lo arricchirò lavorando su tematiche come casa, lavoro, turismo. Così come sarà rinnovata, o quasi, la macchina comunale ed innovativo sarà il rapporto con il cittadino.Il sindaco della coalizione di centrosinistra dovrà avere un rapporto diretto e sincero con i suoi alleati: non temo però vincoli o condizionamenti come in passato. I patti sono chiari, ripeto, c’è massima condivisione”.
Che giudizio dà dei 10 anni di Mallegni e di centrodestra?
“Sono state fatte alcune opere importanti per la collettività, grazie anche ai proventi degli oneri di urbanizzazione: ingiusto non riconoscerlo. La situazione attuale con scelte rivelatesi non giuste, è però sotto gli occhi di tutti, c’è poco da aggiungere. Un esempio per tutti la programmazione urbanistica, dove si è andati avanti a colpi di varianti”.
Teme ripercussioni negative, all’interno del PD pietrasantino, a seguito delle Primarie?
“No, mi sembra che ci sia un clima di rispetto. Poi ognuno fa il suo. Salvo poi il 23 novembre, in caso di sconfitta, mettersi a disposizione del vincitore”.
Luca Basile – Il Tirreno (21 ottobre 2009)
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Che cos’è la correttezza
Abituata a dire con franchezza ed educazione quello che penso, sempre nel rispetto delle idee e delle opinioni altrui, sento doveroso fare alcune riflessioni in merito alle esternazioni che due cittadine del mio comune, Daniela e Valentina, hanno affidato al sito ufficiale di Domenico Lombardi relativamente al tema “che cos’è il rinnovamento”. Ho lasciato passare un po’ di tempo dal giorno della pubblicazione sul sito di tali commenti, per permettermi di fare un’analisi il più oggettiva e il più distaccata possibile – in altre parole, meno “a caldo” – di alcune loro espressioni. Mi riferisco alle riflessioni di Daniela, che nel discorso apologetico a favore del suo candidato contrappone la “sostanza” di Lombardi alle “apparenze” che contraddistinguerebbero gli altri due candidati (“Oltre le apparenze c’è la sostanza che vedo in Domenico Lombardi”), e che, addirittura, taccia gli “avversari” di mancanza di idee e di progettualità per la nostra Pietrasanta (“Si parla di idee senza specificare quali siano”).
La fragilità di tali contenuti è lapalissiana, così come le elucubrazioni relative alla giovane età degli altri due candidati come unico aspetto di rinnovamento nelle candidature alternative a quella di Domenico Lombardi.
E come giudicare l’affermazione secondo cui lo stesso Lombardi concepirebbe il partito “come strumento per la democrazia e soggetto collettivo, senza gli individualismi e i personalismi che appartengono al populismo ed alla destra” ? Non c’è bisogno di aggiungere altro.
Ma passiamo al secondo contributo, quello firmato da Valentina: non entro nel merito della chiarezza di tale testo, il cui messaggio, se messo in un’altra forma, forse risulterebbe più comprensibile.
Mi limito soltanto a riflettere su un passo, che, a mio avviso, si commenta da solo: “non credo che bisogna pensare che siccome siamo giovani ci sia permesso tutto e subito ma bisogna conquistarcele le cose se le vogliamo e capire che in certe realtà molto arzigogolate, come nel caso del nostro comune, è meglio che la città sia gestita da persone veramente capaci e non da persone che sono solo giovani”.
In altre parole, Domenico Lombardi è capace nell’amministrare la “cosa pubblica” pietrasantina (“arzigogolata”, chissà?), gli altri due candidati, evidentemente, no.
Queste riflessioni compaiono su un sito pubblico, quello “spazio” ufficiale in rete che i nostri candidati hanno a disposizione per farsi campagna elettorale e non su Facebook, il network in cui amici si scambiano commenti, idee, riflessioni e che rimangono all’interno della propria “cerchia” virtuale di corrispondenti.
E allora, care Daniela e Valentina, ve lo propongo ora io un argomento su cui discutere: “che cos’è la correttezza?”